
Un apprendista rimane un dipendente con un contratto di lavoro, ma il suo status impone al datore di lavoro obblighi di formazione e supervisione che superano quelli applicabili a un dipendente classico. La questione se si possa lasciare un apprendista solo in azienda non trova una risposta unica nel Codice del lavoro: tutto dipende dall’età dell’apprendista, dalla natura del posto e dal livello di autonomia realmente valutato.
Valutazione formalizzata dell’autonomia: il prerequisito dimenticato
Prima ancora di chiedersi quali compiti un apprendista possa svolgere senza supervisione diretta, il datore di lavoro deve assicurarsi che il livello di autonomia sia stato valutato e registrato per iscritto. Diversi DREETS, in particolare quello dell’Île-de-France nel suo supporto di marzo 2024, richiedono ora una valutazione formalizzata dell’autonomia dell’apprendista mediante la scheda di collegamento CFA/azienda o il libretto di apprendistato.
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Questa valutazione non si limita a un parere orale del maestro di apprendistato. Deve specificare le competenze acquisite, le situazioni in cui l’apprendista può intervenire da solo e quelle in cui è necessaria la presenza di un supervisore. La questione se si possa lasciare un apprendista solo in azienda dipende prima di tutto da questo documento: senza di esso, l’azienda si espone a un riscontro di inadempimento all’obbligo di formazione.
Il libretto di apprendistato funge quindi da prova. Traccia il progresso dell’apprendista, i gesti appresi, gli strumenti utilizzati. In caso di controllo dell’Ispezione del lavoro, è questo libretto che permette di dimostrare che la decisione di lasciare l’apprendista in autonomia si basava su una base fattuale.
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Apprendista minorenne e lavoro isolato: i divieti del Codice del lavoro

Il Codice del lavoro regola rigorosamente le condizioni di lavoro degli apprendisti minorenni. Il divieto di lavoro notturno (tra le 20:00 e le 6:00 per i minori di 16 anni, tra le 22:00 e le 6:00 per i 16-18 anni) si applica senza eccezioni. La durata quotidiana non può superare le otto ore e la durata settimanale rimane limitata.
Per i posti che presentano rischi particolari, le restrizioni sono più severe. Un apprendista minorenne non può essere assegnato a determinate macchine pericolose, a lavori in altezza o alla manipolazione di prodotti chimici classificati, salvo deroga prefettizia concessa dopo parere favorevole del medico del lavoro e dell’Ispezione del lavoro.
Le raccomandazioni recenti dell’INRS e della rete Assicurazione malattia – Rischi professionali vanno oltre il testo di legge. Raccomandano di non lasciare mai un apprendista minorenne solo su un posto a rischio, anche se l’attività non è formalmente vietata. In concreto, ciò copre gli orari sfalsati, le interventi presso il cliente e qualsiasi situazione di lavoro isolato.
Integrare l’apprendista nel Documento unico di valutazione dei rischi
L’obbligo di valutare i rischi professionali tramite il DUERP riguarda tutti i dipendenti, compresi gli apprendisti. La particolarità sta nel fatto che le situazioni di lavoro isolato dell’apprendista devono figurare in modo specifico.
Il datore di lavoro identifica i momenti in cui l’apprendista potrebbe trovarsi solo: pausa del tutor, spostamento su un cantiere, chiusura anticipata dell’atelier. Per ciascuna di queste situazioni, il DUERP deve prevedere misure adeguate:
- Implementazione di un dispositivo di allerta (telefono, PTI-DATI) che consenta all’apprendista di segnalare un incidente anche senza colleghi nelle vicinanze
- Organizzazione di ronde o verifiche regolari da parte di un altro dipendente quando il tutor è assente temporaneamente
- Costituzione sistematica di coppie per i compiti fisici o quelli che coinvolgono strumenti a rischio
Omettere queste misure nel DUERP non costituisce solo un difetto documentale. In caso di incidente, l’assenza di valutazione specifica per il posto dell’apprendista può caratterizzare una colpa inescusabile del datore di lavoro.
Riconversione da parte dell’Ispezione del lavoro: un rischio concreto per il datore di lavoro
L’Ispezione del lavoro ha fatto evolvere la sua pratica negli ultimi anni. Lasciare un apprendista solo su un cantiere o in un locale professionale senza supervisione adeguata può ora essere riconvertito in inadempimento all’obbligo di formazione e supervisione.
Questa riconversione non si basa solo sull’assenza fisica del maestro di apprendistato. Riguarda l’assenza di un quadro organizzato: nessuna istruzione scritta, nessun libretto di apprendistato aggiornato, nessuna tracciabilità delle competenze validate. L’ispettore verifica se l’azienda ha realmente organizzato la crescita delle competenze o se ha utilizzato l’apprendista come un dipendente ordinario assegnato a compiti produttivi.

Le sanzioni possibili vanno dal semplice richiamo alla legge fino al ritiro dell’autorizzazione per accogliere apprendisti. Nei casi più gravi (incidente di un apprendista minorenne lasciato senza supervisione su un posto pericoloso), possono essere avviate azioni penali contro il datore di lavoro.
Ruolo del maestro di apprendistato e limiti della delega
Il maestro di apprendistato porta la responsabilità diretta della supervisione pedagogica. Il Codice del lavoro gli impone di accompagnare l’apprendista nell’acquisizione delle competenze legate al diploma preparato. Questa missione non può essere completamente delegata a un altro dipendente senza formalizzazione.
Un datore di lavoro può designare un tutor sostitutivo per i periodi di assenza del maestro di apprendistato (ferie, spostamenti). Questo sostituto deve essere identificato, informato degli obiettivi pedagogici e menzionato nel libretto di apprendistato. Affidare l’apprendista a un collega senza alcuna istruzione equivale, di fatto, a lasciarlo senza reale supervisione.
Il posto occupato dall’apprendista deve rimanere in rapporto diretto con il diploma preparato. Assegnare un apprendista a compiti non correlati alla sua formazione, anche sotto supervisione, costituisce un abuso del contratto di apprendistato che l’Ispezione del lavoro sanziona.
Il confine tra autonomia progressiva e assenza di supervisione si basa infine sulla tracciabilità. Un apprendista che lavora da solo su un compito validato nel suo libretto, con un dispositivo di allerta funzionante e un referente contattabile, si trova in un quadro legale difendibile. Lo stesso apprendista, sullo stesso compito, senza documentazione né referente identificato, pone il datore di lavoro in infrazione.