Tutto quello che c’è da sapere sulle fasi per realizzare un tetto in paglia a casa propria

Un tetto in paglia è una copertura vegetale composta da fasci di steli serrati (canna, segale, ginestra) fissati su una struttura adeguata. Questa tecnica, lontana dall’essere un vestigio folkloristico, sta vivendo un rinnovato interesse grazie alle esigenze di costruzione bio-sostenibile e ai finanziamenti regionali, in particolare in Occitania dal 2024.

Paglia e casa passiva RE2020: un caso d’uso ibrido ancora poco conosciuto

La regolamentazione ambientale RE2020 spinge i costruttori verso materiali bio-sostenibili in grado di immagazzinare carbonio. La paglia soddisfa questo requisito, ma posare una copertura vegetale su una casa passiva solleva un problema che le guide classiche non affrontano: la gestione del punto di rugiada in un complesso isolante ibrido.

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In una costruzione RE2020, l’involucro dell’edificio deve essere ermetico all’aria. Un tetto in paglia, per sua natura permeabile al vapore acqueo, funziona al contrario di un barriera al vapore. Per conciliare le due logiche, la soluzione tecnica consiste nel dissociare lo strato di copertura (la paglia) dallo strato di isolamento termico, intercalando uno schermo di sottotetto altamente permeabile al vapore (HPV).

Concretamente, la struttura riceve prima un isolante bio-sostenibile (fibra di legno, lana di canapa) tra i travetti, poi lo schermo HPV, e infine le listelle su cui il pagliaro fissa i fasci. Questo montaggio consente alla paglia di asciugarsi liberamente verso l’esterno mantenendo al contempo le prestazioni termiche richieste dalla RE2020. Per approfondire le fasi per realizzare un tetto in paglia, è necessario prima comprendere questa logica di strati successivi.

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Strumenti e materiali tradizionali per la realizzazione di un tetto in paglia disposti su un banco rustico

Struttura e pendenza minima di un tetto in paglia

Prima di toccare un solo fascio di canna, la struttura deve rispondere a un vincolo non negoziabile: la pendenza del tetto deve essere sufficiente per far defluire l’acqua per gravità. Le regole professionali della paglia impongono una pendenza minima di 40-45 gradi. Sotto, l’acqua ristagna tra gli steli e accelera la degradazione.

La struttura portante è composta da travi, travetti e listelli (o tasselli orizzontali) distanziati in modo regolare. Il legno utilizzato deve essere secco e trattato contro gli insetti xilofagi, poiché la paglia trattiene l’umidità in superficie durante gli episodi piovosi. Un legno troppo fresco rischia di deformarsi sotto il peso della copertura, che rappresenta un carico sensibilmente più pesante rispetto a una copertura in tegole.

Casistica particolare delle ristrutturazioni

Su un edificio antico, la struttura esistente non ha sempre la pendenza richiesta. Un copritetto in paglia procede quindi a un adeguamento della struttura: rialzo della cresta, modifica dell’angolo dei travetti, o addirittura sostituzione completa della struttura. Questa fase rappresenta spesso il capitolo di spesa più pesante del cantiere.

Scelta del materiale: canna, segale o ginestra

Il termine “paglia” designa un modo di copertura, non un materiale unico. Tre vegetali dominano il mercato in Francia, ognuno con proprietà distinte.

  • La canna (Phragmites australis) è il materiale più utilizzato oggi. I suoi steli cavi e rigidi offrono la migliore resistenza alla pioggia e ai raggi UV. La maggior parte della canna proviene dalla Camargue o è importata (Europa dell’Est).
  • La paglia di segale, più flessibile, si presta a forme arrotondate e a coperture complesse. La Federazione Francese dei Copritetti in Paglia ha documentato durate di vita superiori ai 50 anni per la segale correttamente impacchettata e trattata, grazie a tecniche moderne di imballaggio.
  • La ginestra, utilizzata in alcune regioni del Massiccio Centrale, rimane marginale. La sua raccolta manuale e il suo approvvigionamento limitato la rendono una scelta di nicchia, riservata alle ristrutturazioni patrimoniali.

La scelta del vegetale dipende dal clima locale, dalla forma del tetto e dall’effetto estetico desiderato. In zone molto esposte al vento e alla pioggia, la canna sarà più durevole della segale.

Casa di campagna francese con un tetto in paglia tradizionale completamente terminato e una cresta decorativa

Tecnica di posa della paglia su listelli

La posa avviene sempre dal basso verso l’alto, fascia per fascia. Ogni fascio è posizionato con gli steli verso il basso, la parte spessa (il culotto) orientata verso l’esterno. Il pagliaro fissa i fasci ai listelli utilizzando filo di acciaio inox o legami vegetali, a seconda della tecnica regionale.

Fissaggio e serraggio

Il serraggio dei fasci condiziona direttamente l’ermeticità. Un fascio mal serrato lascia penetrare l’acqua tra gli steli, il che provoca un marcimento accelerato dell’interno. Il copritetto in paglia utilizza una leggett (battente piatto in legno) per compattare ogni fascia prima di fissare la successiva. Questo gesto, ripetuto su tutta la superficie, garantisce una densità omogenea.

Lo spessore finale della copertura varia a seconda del materiale e della regione, ma generalmente raggiunge diverse decine di centimetri. Questo spessore conferisce alla paglia le sue proprietà di isolamento termico e acustico naturali.

Cresta: il punto critico

La cresta, linea di giunzione in cima al tetto, è la zona più vulnerabile. Due tecniche coesistono: la cresta in terra (miscela di argilla e paglia posata sugli ultimi strati) e la cresta in paglia legata. La cresta in terra offre una migliore longevità ma richiede una manutenzione più regolare, poiché l’argilla si crepa sotto l’effetto del gelo. La cresta legata, più comune nel nord della Francia, si sostituisce più facilmente.

Regolamentazione e procedure per un tetto in paglia

Ogni progetto di copertura in paglia richiede un permesso di costruzione o una dichiarazione preventiva di lavori a seconda dell’entità del cantiere. Il Piano Locale di Urbanistica (PLU) del comune può autorizzare, imporre o vietare la paglia: alcune zone protette la richiedono per rispettare il patrimonio edilizio, altre la rifiutano a causa del rischio incendio.

  • Verificare il PLU prima di avviare qualsiasi studio tecnico.
  • Consultare le regole professionali della copertura in paglia, che fungono da riferimento tecnico in assenza di un DTU specifico completo.
  • Prevedere un trattamento ignifugo se l’edificio si trova a meno di otto metri da una costruzione vicina, in conformità con le prescrizioni di sicurezza antincendio locali.

In Occitania, i CAUE accompagnano i promotori di progetto con schede tecniche aggiornate. I finanziamenti regionali per i materiali bio-sostenibili possono coprire una parte del sovrapprezzo legato alla paglia rispetto a una copertura convenzionale.

Il tetto in paglia rimane un’opera artigianale la cui qualità dipende quasi interamente dal know-how del copritetto in paglia. Nessun accorciamento industriale può compensare un cattivo serraggio o una cresta trascurata. Prima di scegliere un fornitore, verificare le sue referenze su cantieri simili e la sua conoscenza del materiale specifico (canna, segale) rimane la precauzione più utile.

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